Conosci il tuo bambino: il bambino linfatico, carbonico, endoblasta

Definire l’espressione costituzionale di un bambino ci può aiutare a prevedere come gli effetti prodotti dall’ambiente, in età precoce, sia alimentari, che ormonali che chimici, producano cambiamenti importanti, tali da condizionare lo stato di salute del bambino stesso.

Il bambino  linfatico, carbonico, endoblasta è un bambino brevilineo, astenico (con poca energia), che tende a svilupparsi più in larghezza che in altezza, ha spalle larghe, ossa grosse, articolazioni rigide, faccia tonda. Solitamente è un bambino ordinato, remissivo, metodico, equilibrato e buon esecutore, è paziente, tenace, meticoloso, preciso e dotato di senso di responsabilità.

L’efficienza del sistema digestivo e lo scarso dinamismo, sia mentale che fisico, portano il bambino linfatico ad una tendenza all’obesità dovuta anche ad  una bassa endocrinia generale con un metabolismo basale rallentato.

In questi bambini si può sviluppare una situazione una situazione di Leptino-Resistenza con incapacità da parte del bambino a saziarsi facilmente tanto che, in situazioni di stress, il bambino può scegliere il cibo come conforto, semplice piacere e iniziale rifugio.

E’ fondamentale che questi bambini svolgano una costante e regolare attività fisica in quanto la sedentarietà li può portare ad un ulteriore rallentamento del metabolismo basale e ad una riduzione della capacità del loro apparato cardiorespiratorio di sopportare lo sforzo fisico.

Si tratta però di bambini, che vengono facilmente  fatto oggetto di prese in giro a cui reagiscono ritirandosi in uno stato  di  tristezza profonda con reazioni di pianto e chiusura . Impacciati e goffi nei movimenti possono divenire  la  classica vittima degli atti di bullismo. Le loro caratteristiche fisiche vengono considerate come “difetti” e questo li portano ad allontanarsi dalla maggioranza dei loro coetanei.

Il bambino linfatico, carbonico, endoblasta diviene la facile  vittima del bullo. L’opinione negativa di sé e della propria situazione dà luogo ad un alto rischio di depressione e a patologie psicosomatiche. Tende  ad isolarsi entrando in uno stato  di solitudine, che rende ancora più  difficoltosa l’interazione con il  gruppo dei coetanei. Si tratta di conseguenze negative che si protraggono anche in età adulta a livello sia sociale, che relazionale, con sfiducia e timore degli altri, opinione negativa di sé e incapacità di reagire alle situazioni di prevaricazioni.

Così come si affronta il bullismo a scuola, sarebbe bene effettuare un serio lavoro di prevenzione  del bullismo, anche negli ambienti sportivi, proprio perché una delle caratteristiche delle vittime, preferite dal bullo è quella di non andare bene nello sport.

Concludo con una frase di Confucio: l’allievo Tse Kung chiese: “Esiste una parola che possa esser la norma di tutta una vita?” Il maestro rispose: “Questa parola è ‘reciprocità’”, e cioè, non comportarti con gli altri come non vuoi che gli altri si comportino con te.

Zauli dr Gian Paolo

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