Pensare a nuovi modi di stare insieme

I bambini vivono oggi alti livelli di stress e anche gli adulti in questa situazione di emergenza sono  spesso e a loro volta  in uno  stato di costante  attivazione e allarme, che poi trasmettono ai bambini stessi. Osserviamo relazioni interrotte, routine stravolte, genitori spesso angosciati dal non sapere  nulla del proprio futuro economico o del pericolo che possono correre i propri cari.

Le video-lezioni stanno richiedendo un tipo di attenzione focalizzata, che se a scuola viene coltivata nella consapevolezza che è di sostegno agli apprendimenti, può  arrivare a frustrare ulteriormente il bambino in questo periodo di limitazioni, ansia e incertezze.

Con il passare del tempo i bambini sono divenuti sempre più incapaci di accettare la situazione che si trovano a vivere, e i genitori lamentano con frequenza stati di agitazione e  insofferenza.

Spesso i bambini che riportano  mal di pancia,  mal di testa, un cattivo rapporto con il cibo, aggressività e ansie, che  sono evidenti  richieste di aiuto, che, se non comprese, possono alterare lo sviluppo sociale, affettivo e mentale del bambino, influenzando l’adulto che diverrà.

Il Covid rende   forte la necessità di pensare a nuovi modi di stare insieme e di riportare i bambini all’ interno di un’atmosfera socio-emotiva calda e accogliente con input e stimoli adeguati, e che li coinvolga in prima persona, unitamente alla famiglia. Le parole “distanziamento sociale” non lasciano spazio ad altro se non alla condivisione di regole, ma all’interno delle quali il bambino deve poter  trovare uno spazio e un tempo di “ decompressione” dalla cattività in cui ha vissuto, e  nello stesso tempo apprendere  insieme alla famiglia tutti i nuovi comportamenti, che dovranno essere messi in atto. 

Una condivisione educativa che in una prospettiva ecologica deve coinvolgere i bambini, le famiglie, l’istituzione scolastica e sanitaria e la Comunità intera, nella consapevolezza che nel far fronte al Covid non si possono pensare attività singole, sporadiche e non integrate.

Si tratta di progettare attività di educazione alla salute e di prevenzione che vanno predisposte quanto prima, perché il motto che ci  ha accompagnato in questi due mesi:  “Andrà tutto bene” potrà realizzarsi,  solo se va bene il “presente”. Potrà infatti   esserci un buon futuro solo se nel presente vengono progettate e realizzate buone soluzioni e buone pratiche.

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